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Ultimo giorno…

Lunedì 31 Dicembre 2007

malinconiaL’ultimo giorno ha un qualcosa di evocativo: l’ultimo giorno di scuola ha il sapore acerbo e gustoso ed agognato della libertà, da cogliere quanto prima ed assaporare, fino in fondo. L’ultimo giorno di lavoro ha il sapore stanco del riposo, unito all’agrodolce del tempo che passa.

E’ il concetto stesso di “ultimo“.

Prendiamo, ad esempio topico, l’ultimo bacio. Ne è stato scritto, sopra, di tutto e di più. Di primo acchito mi viene in mente la canzone di Carmen Consoli, struggente con i suoi archi finali da far male, nello stato d’animo adatto a coglierne le sottili sfumature.

La potenza evocativa dell’ultimo è palese in Niccolò Fabi, che nella sua canzone “Costruire” dice:

«ma il finale è di certo più teatrale
così di ogni storia ricordi solo
la sua conclusione

così come l’ultimo bicchiere l’ultima visione
un tramonto solitario l’inchino e poi il sipario
tra l’attesa e il suo compimento
tra il primo tema e il testamento»…

Ed è arrivato, infine, anche l’ultimo giorno dell’anno. Tempo di bilanci, di guardarsi indietro e mangiarsi le mani, o di godersi il sorriso che dall’angolo della bocca pian piano viene a riempire ed illuminare il viso, a seconda di ciò che è stato fatto o no.

Tempo di buoni propositi, che già al dieci di gennaio, con il suo fascino del nuovo già visto che avanza, saranno dimenticati, o tempo di quei progetti che cambiano la vita in maniera totale.

Tempo di riflessione, occasione per fare il punto, per dirsi dove si è, se ci si ritrova nei propri sogni di fanciulli o se la vita ha avuto più fantasia di noi, o più forza. O tempo di buttarsi nel frastuono di qualche brindisi falso come un bel gioiello nella vetrina sotto casa, bello da sognare, ma nebbia che si dirada nel mattino…

Tempo di liste e listini, di buoni e di cattivi, di stilosi, di trendy, alla moda, dei più in…

O tempo di riallacciare rapporti vecchi e polverosi, ma ancora funzionanti, o di troncar storie che ormai di bello han solo il nome, come quelle vecchie bambole di plasticha che le ricordavi bellissime e che invece non son altro che plastica, o lasciar andare alla deriva qualcuno, perché la distanza, il tempo, la voglia, la strada han deciso per ni. O meglio, perché noi abbiam deciso di demandare a loro queste decisioni.

Un capitolo che si chiude.

Ora, non importa da quale piatto della bilancia abbiate guardato la vita, e da quale piatto continuerete a guardarla. Se vi voltate più indietro, o se inciampate quasi sul domani.

L’importante è che non vi facciate influenzare dall’ultimo. Che domani, è già il primo

Passi avanti

Domenica 16 Dicembre 2007

kyoto.JPGIn tempi in cui l’attenzione alla “questione ecologica” ha raggiunto i suoi massimi vertici (in altri termini, altrimenti, non saprei spiegare il Nobel Per la Pace di A. Gore…perchè per la Pace, poi, non lo so…), non è cosa da poco che più di 190 diverse nazioni si radunino attorno ad un tavolo per tracciare un cammino lavorativo fatto di obiettivi da raggiungere, decisioni da prendere, riforme da attuare in vista del secondo capitolo del celebre “Trattato di Kyoto”. Concretamente si è trattato di 13 giorni di consecutive trattative a Bali, alla fine di stilare una “road map”, delle linee guida, che permetteranno di individuare nuove soluzioni da sancire in un nuovo trattato che sarà stilato a Kyoto nel 2009. Grossi passi avanti, se si pensa che anche gli USA hanno firmato questo accordo dopo che mai avevan accettato di sottostare alle indicazioni del primo trattato di Kyoto. Grossi passi avanti se si pensa che proprio ieri anche l’Australia ha deciso di firmare il primo trattato di Kyoto. Pur mantenendo una posizione cauta e pragmatica di fronte al reale stato delle cose, non c’è che dire: questo è un grosso passo avanti, una ventata di ottimismo che è la migliore base per raggiungere risultati concreti. Va riconosciuto il merito all’ONU, ultimamente non più così influente in sul piano internazionle, per il grosso sforzo organizzativo diplomatico: avanti così!

Riciclare

Domenica 9 Dicembre 2007

recycling.JPGNon so che gusto lascino a voi le attuali notizie sulla politica italiana. Mi riferisco al fatto che, anche se con gli stessi componenti da ormai vent’anni, ultimamente stanno nascendo nuove realtà politiche come funghi. Il Paese chiede risposte sulla spesa pubblica? I cittadini chiedono una riduzione dello sgravo fiscale? Si chiede maggiore sicurezza? Una paga più giusta? Chissenefrega! Quello che conta per il “politico medio” (dispregiativo per quella classe di persone che continua ad identificare i cittadini come “l’uomo medio”) è poter creare un’arca sufficientemente grande (che raccolga cioè sufficienti consensi) per sopravvivere all’ormai prossima legge elettorale. Allora quello a cui assistiamo quotidianamente nelle Camere non è più un attività di Governo, bensì un semplice siparietto per ingannare l’attesa dirante il count down che porterà a nuovi scenari politici (visione apocalittica!). Peccato che i problemi si vivano qui ed ora, nell’oggi, e non aspettano il domani del tornaconto personale di burocrati impegnati a salvare la loro poltrona. Nulla di nuovo. Allora, almeno per divertirci, chi vuole scommettere con me sulla sopravvivenza dell’attuale Governo alla futura legge elettorale? Resisterà 6 mesi? Sono troppo pessimista o ottimista? Buona settimana…

Dicembre

Domenica 2 Dicembre 2007

31997-400×500.jpgE’ arrivato dicembre! Mese dell’anno fortemente segnato dal suo 25° giorno, segno di regali e strenne per i più piccoli (e non solo), meta ambita per un pausa sempre e comunque meritata dopo un altro anno di fatiche. I cappotti caldi e le luci nelle città non fanno altro che ricordarci questo, per accorgersi che si è ormai alle porte di un nuovo anno… ma il tempo dei buoni propositi non può attendere, ed alcuni pensieri vanno fatti oggi, mai domani! E’ bello, allora, accorgersi che dicembre inizia con il suo primo giorno dedicato alla lotta all’AIDS, una malattia spauracchio degli anni novanta, che oggi sembra sembra incutere meno paura. Forse è anche vero, visto che oggi la medicina (ma non le paure sociali) consente di convivere con questo retrovirus dalla pellaccia dura. Nel rito delle cifre (42 milioni di casi stimati al mondo, al ritmo di 3 milioni di nuovi infetti all’anno) è bene ricordarsi che si parla di persone, di una realtà che può essere evitata in primis con l’educazione e l’informazione, che si parla di una malattia non più così devastante se si può accedere alle cure mediche privilegio solo del 33% delle persone colpite. E’ arrivato dicembre! Nel clima di festa e buonismo, ricordiamoci che purtroppo non si è fatto ancora il possibile per migliorare le cose. Ecco il senso di un 1 dicembre (ieri), Giornata Mondiale della lotta all’AIDS.

Ingorghi e vigili…

Domenica 25 Novembre 2007

paletta-vigili.JPGNonostante il titolo oggi non si tratta di educazione stradale, tantomeno di traffico o forze dell’ordine. Volevo aprire una riflessione riguardo a quanto ho letto in questo articolo: nel 2010 si potebbe arrivare ad intasare le “arterie” di navigazione della rete web. Immaginate ora di trovarvi di fronte al vostro computer e di dover accedere ad un qualsiasi servizio online a velocità di navigazione ridottissima, dovuta all’intasamento della rete. Cioè sarebbe come vivere l’esperienza di essere intrappolati nel traffico di Milano nell’ora di punta anche se non si ha fisicamente vicino nessuno. Al di là di queste immagini colorite, non so se si arriverà mai ad uno scenario simile, come sembra indicare lo studio condotto da Nemertes Research Group. La mia riflessione si discosta un po’ per andare a toccare una altro punto. La crescita del “Mondo Internet” sta avvenendo a ritmi vertiginosi ed incontrollati. Milioni di miliardi di byte che di secondo in secondo vengono scaricari o caricati qua e là in un mondo virtuale. Immaginiamo quanto avviene su Yuotube, o al fenomeno del P2P. Finora tutto questo movimento di dati virtuale è avvenuto in modo totalmente libero, senza troppe restrizioni. Chiunque può prendere o lasciare online contenuti, immagini, filmati e quant’altro senza grossi limiti. E’ un bene che la situazione sia e resti così, o pensate che ci sia bisogno di “vigili urbani”, ossia regole e limiti, anche in Internet?

Prima di sparlare pensa…

Domenica 14 Ottobre 2007

miccike.JPGIntitolare l’aereoporto di Palermo a due illustri cittadini italiani come Falcone e Borsellino sarebbe “un fatto triste”. Se qualche passeggero non ricordasse che la Sicilia è desolatamente legata al fenomeno mafia, non si dovrebbe evitare di ricordarglielo: “che immagine negativa trasmettiamo subito col nome dell’aeroporto”! Queste le azzeccatissime parole dell’on. Miccichè (con la “o” volutamente piccola). Evidentemente legare un’infrastruttura statale al nome di due figure che sarebbero da additare ad esempio alle nuove generazioni (e non solo!) è una cosa che “non s’ha da fare“! Non commento nemmeno le parole di quest’uomo, che tra l’altro parla attualmente da presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana (mica consigliere di una frazione di Palermo…), le lascio commentare direttamente ad un ispirato vignettista parlemitano qua.

Rumore

Domenica 7 Ottobre 2007

rumore.jpgIl pensiero di questa settimana prende spunto da un post che liberAct ha pubblicato questa settimana. Mi accorgo sempre più di come sia vero che le nostre giornate si riempiano di tante notizie, informazioni, suoni confusionari ed immagini, frenesia… In mezzo a tutto ciò, oltre ad essere fortunati a sopravvivere allo stress :) diventa sempre più difficile ancorare l’attenzione alle cose che contano, delle quali vale la pena “to Care”, avere a cuore. Sembra evidente che anche nei media ci sia sempre più un effetto della “notizia di moda”, più che di cronaca: questo mese attira l’audience la cronaca nera famigliare, quest’altra settimana la politica, un altro giorno ancora il tal personaggio su tutto il resto. E’ il caos-caso di Grillo e i “grillini”, è la questione della Birmania ripsetto quella Medio-orientale, Irachena o Israelo-Palestinese, o rispetto al Sudan piuttosto che al Cile, è l’evento (quasi telenovelas) di Garlasco dopo Cogne. Poter sapere è un bene, una fortuna, un segno di libertà e democrazia. Saper scegliere cosa val la pena ascoltare, forse oggi vale ancora di più…