Archivio della Categoria 'cineMartedì'

Daniel Day Lewis

Martedì 12 Febbraio 2008

daniel-day-lewis.JPG Dedichiamo questa puntata di CineMartedì ad un attore che ha interpretato i ruoli più difficili e controversi nel cinema degli ultimi 20 anni.

Daniel Day Lewis ha creato con il suo stile di recitare una trasformazione completa dei personaggi a lui assegnati, intridendoli di realismo, riuscendo a trasmettere non solo i sentimenti ma anche i pensieri.

Partendo da Il mio piede sinistro, che racconta la vita di un ragazzo paraplegico dalla nascita, che utilizzando solo il piede sinistro diventa un eccellente pittore e scrittore, Day Lewis, già sperimenta le sue doti vincendo l’Oscar come miglior attore.

Si presta a storie che diventano icone filmiche come L’ultimo dei Mohicani, ma anche a più nascosti e di denuncia come Nel nome del padre e The Boxer, dove attraversa le difficoltà politiche e sociali dell’Irlanda del Nord.

La sua bravura non è passata inosservata ad alcuni grandi registi, come Scorsese, che l’ha scelto per capolavori come L’età dell’innocenza e Gangs of New York : il primo un maniacale ritratto di una storia d’amore rappresentata come dipinti ottocenteschi; il secondo invece sporco, violento, dove il nostro Daniel è (non a caso) un macellaio.

Oggi ritorna con un promettente film Il Petroliere, che sicuramente lo aiuterà ad avvicinarsi alla statuetta come miglior attore dell’anno.

Il suo viso squadrato con gli occhi neri espressivi fatti su misura per superare qualsiasi inquadratura, permette a questo attore di portare la sceneggiatura ad un altro livello.

Regala uno spessore non incentrato solo su sé stesso, ma quel valore artistico aggiunto riesce a distribuirlo a l’intero film equilibrandolo, rendendolo migliore e indimenticabile.

Il vento fa il suo giro

Martedì 29 Gennaio 2008

Il vento fa il suo giroIn questa settimana di deserto in TV, vi proponiamo un film che da 2 anni gira ininterrottamente nei Cinema d’Italia. Nonostante sia stato snobbato dalle maggiori case produttrici, dalle multi-sala delle grandi città e dai più “importanti” Festival italiani, possiamo definirlo un vero caso cinematografico.

Il regista è Giorgio Diritti (collaboratore di alcuni film di registi italiani come Pupi Avati), ha radunato un’equipe di giovani studenti universitari di cinema, e si è trasferito per un anno sulle montagne piemontesi cercando un nuovo modo di fare cinema.

E’ una storia vera e racconta di un francese, che abbandona la sua casa nei Pirenei, per l’imminente costruzione di una centrale nucleare. Fa il pastore e raggiunta una splendida vallata delle Alpi decide di stabilirsi in un minuscolo paesino popolato per lo più da anziani ed “eremiti” che sono fuggiti dalle grandi città della pianura.

L’accoglienza del villaggio è rappresentata con la paura dello straniero e chi invece vede un’opportunità di ridare vita ad un paese ormai morto e senza futuro.

Alla fine il sindaco riesce a sensibilizzare il paese e una vecchia stalla viene risistemata per poter accogliere il pastore con tutte le sue capre.

L’arrivo della nuova famiglia riempie di novità le discussioni durante le partite a briscola nel bar in piazza; la bellezza della moglie e la vitalità dei tre figli ridanno un sapore particolare alla quotidianità del paese, un sapore che gli abitanti ritrovano volentieri nel delicato formaggio prodotto dalle capre del francese.

Purtroppo non è una puntata di linea verde della domenica all’ora di pranzo, e presto i fatti vanno a complicarsi. Le gelosie tra i contadini iniziano a manifestarsi con continui richiami e minacce ogni qualvolta il gregge viene fatto pascolare nei terreni non concessi in affitto. Anche il sindaco è sollecitato a cacciare gli ultimi arrivati incolpandoli della poca igiene della casa e le denunce iniziano ad essere inoltrate.

La giovane famiglia cerca in tutti i modi di recuperare il buon rapporto delle prime settimane ma la diffidenza e l’indifferenza del paese sono ormai ad uno stato irrimediabile.

Si scatena un odio verso questi “stranieri” che con la violenza saranno costretti ad andarsene alla ricerca di una nuova casa.

In una scena il pastore dei Pirenei dice: “io cancellerei la parola tolleranza…”.

Questo particolare atteggiamento di distinguere, radicato nei nostri paesi, stona quella caratteristica d’aggregazione che proprio nei paesi più piccoli, ha portato ai tempi dei nostri nonni ad aiutarsi nel lavoro e a dividere il pane con gli altri.

Purtroppo sembra che non ci fidiamo più di nessuno e con un messaggio quasi di denuncia, questo piccolo – grande film, vuole con un colpo di vento far vibrare le nostre menti e a guardare con occhi diversi le persone che incontriamo ogni giorno, quelle di sempre e quelle nuove.

Train de vie

Giovedì 24 Gennaio 2008

Anche se è più un cineGiovedì, ne vale davvero la pena…

train-de-vie.JPGIn un villaggio dell’ Est Europa, sta per iniziare il rastrellamento nazista e la comunità ebraica di questo piccolo paese, si raduna per decidere quale strategia adottare per fuggire alla deportazione sicura. Su indicazione di un matto, la popolazione si mette all’opera per realizzare un finto treno tedesco, con finti soldati nazisti alla guida e i vagoni pieni degli ebrei “deportati” del villaggio stesso. Con questa carnevalesca trovata cercheranno di attraversare i territori di pericolo evitando di essere bloccati e costretti a morire in un campo di concentramento. La destinazione è la Palestina, ma una serie di incontri e ostacoli renderanno questo viaggio verso la desiderata libertà, un’esperienza di conoscenza della propria storia e di come l’uomo può interferire drasticamente sulla storia di un popolo.
Train de vie narra la Shoa in modo non drammatico, apparentemente quasi comico, ma forse i termine giusto è surreale. Proprio come in un sogno, il villaggio si trova a decidere di cambiare totalmente il proprio aspetto di vita, diventare altra gente, trasformarsi come il pericolo per fuggire al suo male. Curati al massimo sono i dialoghi, frenetici, pieni di gioia, ricchi di inventiva e di calore, portano lo spettatore ad affezionarsi alla comitiva, sperando che il treno riesca alla fine a superare l’ambito confine.

Purtroppo stiamo parlando di una storia vera, e al risveglio, dal sogno è bastato un attimo per precipitare nell’incubo.

In Tv: dom, 27/1 - 18:00, La7

La febbre

Martedì 15 Gennaio 2008

La febbreDopo la sorpresa di Casomai, la coppia D’Alatri - Volo, torna con un altro coraggioso progetto di socio-cinema.

La storia è quella di Mario (Volo), un giovane geometra che seguendo le orme paterne riesce a trovare un posto di lavoro nel suo comune.

L’effetto della nuova occupazione si ripercuote nel suo modo di vedere l’imprenditorialità, la società, le persone.

Tutto sembra essere già scritto e predestinato fino alla pensione nella sua vita, ma l’incontro con una ragazza molto particolare e soprattutto molto bella, gli farà scegliere obiettivi e ideali che lo porteranno lontano in un nuovo modo di vivere.

Un film sottile, anche troppo in forma leggera, forse ci voleva un po’ di più realismo per descrivere con sincerità l’Italia.

Forse non è solo un film di denuncia contro la burocrazia e le “caste” che si formano in alcuni luoghi pubblici, ma anche la storia di un giovane che si trova ad affrontare alcune cose del suo paese che non rispecchiano i suoi sogni. Mario voleva aprire un bar con i suoi amici, qualcosa lo ferma e lo porterà a voler strappare la sua carta d’identità, diventare uno sconosciuto, essere libero. Le canzoni dei “primi” Negramaro si incastrano perfettamente con l’ambientazione e l’interpretazione dei personaggi.

Quando in tv:
mer, 16/1 - 03:05, RaiUno

Mission

Martedì 8 Gennaio 2008

A partire da oggi, i 218 delegati delle Compagnia di Gesù sceglieranno il successore del superiore generale dimissionario il padre olandese Peter Hans Kolvenbach. Eletto il 13 settembre 1983, lascia la guida dei Gesuiti all’età di 79 anni. Una scelta dovuta soprattuto alla stanchezza accumulata per uno dei governi più lunghi nella storia della Compagnia, fondata ne 1534 da Sant’ Ignazio di Loyola.

Ne approfitto di questo particolare avvenimento per proporvi Mission che in questa settimana verrà trasmesso in TV.
mission.bmpProprio dei Gesuiti parla questo film ambientato durante il “sacro esperimento” (1608 – 1767) nel Paraguay. Tra foreste e cascate, Padre Gabriel (Jeremy Irons) cercherà di portare la Fede nei villaggi indigeni, scegliendo di vivere tra di loro in pace. Purtroppo questo evangelizzare non andava a genio ai Portoghesi, che vedevano in quelle terre dell’America del Sud, la possibilità di raccogliere molta manodopera a buon mercato. Con la forza e la violenza presto il sogno del Gesuita verrà distrutto e annientata la popolazione. Questo film presenta un cast di altissimo livello con Robert De Niro interprete di un avventuriero alla ricerca di indigeni per renderli schiavi. Arrivato nella comunità di Padre Gabriel sceglie di convertirsi e di entrare nell’Ordine.
Le musiche di Morricone danno un condimento unico al film che accompagnano in modo perfetto la storia e i sentimenti dei protagonisti.

Quando in tv: ven, 11/1 - 21:00, La7

Carlito’s Way

Martedì 11 Dicembre 2007

carlytos-way.JPG Nel tentativo di redenzione, Carlito Brigante (Pacino), uscito di galera non ne vuole più sapere di mafia, armi e malavita. Purtroppo il ritorno nei “vecchi quartieri” non aiuterà Carlito a dimenticare cos’era. De Palma con una regia da vero maestro di cinema, affronta un tema già ripetuto e riutilizzato nel genere gangster con un taglio malinconico, prima di tutto nel personaggio con un Al Pacino che sembra tenere calma la sua ira più brutale desiderando una nuova vita. Poi c’è l’avvocato Kleinfeld (Penn), che rappresenta la creatura dei soldi sporchi, della droga, dello sfruttare gli sfruttati e la sua autodistruzione nel mondo che le ha dato vita. Un significato di libertà e di salvezza è attribuito alla donna, una figura femminile che con la sua bellezza permetterebbe la sopravvivenza a Carlito, ma il legame con il passato è ancora troppo forte per scegliere definitivamente l’amore. Quella di Carlito’s Way, è un ripercorrere il passato di uomo fatto di morte e sangue, che vuole purificarsi scegliendo l’affronto con la sua realtà, non fuggire ma risistemare le cose e le persone. Purtroppo, alcune macchie sono troppo indelebili per poterle cancellarle, e il desiderio di cambiamento in questo film viene capovolto in trappola, dalla quale non si può uscire.

On TV: lun, 10/12 - 21:10, Retequattro

La tigre e la neve

Martedì 4 Dicembre 2007

La tigre e la neveUn film di Benigni che dichiara la sua libertà di raccontare e di fare cinema.

Dopo lo straordinario successo de La vita è bella, considerato da alcuni il “film perfetto”, e le ultime scorribande televisive con la Divina Commedia, il regista-attore torna con un delicato film sulla poesia.

Il tema centrale è sempre una storia d’amore, che si spinge fin nel famoso Iraq, in una situazione di guerra e morte.

Proprio contro la morte il poeta Attilio/Benigni dovrà lottare, cercando di tenere in vita la sua amata in coma, curando e custodendo la sua bellezza.

Quello che con questo film sembra voler trasmettere è proprio il significato della bellezza, partendo dalle cose più semplici come la famiglia qui rappresentata in un profilo molto attuale e italiano con tradimenti, separazioni e tentativi di divorzio, nel quale il poeta cerca di riconquistare l’amore della moglie.

La natura dell’uomo, la cultura di una popolazione, un paese come l’Iraq distrutto da una guerra inutile, la bellezza di una terra oscurata da un’antagonista come è l’odio umano che ci ruba la conoscenza di tale realtà.

Infine il rispetto dell’uomo, l’amore verso un’altra persona, Benigni con un linguaggio corporale riesce a dialogare con gli attori, i spettatori, con se stesso e lasciare un messaggio di vita profondo.

La gioia che trasmette, questa sua missione di rendere felici con un sorriso e una lacrima chi incontra nelle sue storie, rende questo film oltre che divertente anche un bel momento di cinema.

Il genere più difficile oggi, in un mercato che chiede sempre di più violenza, horror, estreme situazioni, emozioni forti ed immediate, è quello della commedia intelligente dove c’è lo spazio alla fantasia, al sorriso e al pensiero.

Quando in tv:
mar, 4/12 - 21:10, RaiUno