Archivio della Categoria 'boOk'

Il giorno in più

Mercoledì 23 Gennaio 2008

Il giorno in piùUn paio di giorni fa, andando in libreria a prendere l’ultimo di Harry Potter, mi son trovato davanti l mezzo busto di Fabio Volo. Con sotto scritto “il nuovo romanzo“. Ero insieme al mio amore, che mi ha guardato rassegnata. Ci son cascato ancora.

Eh, già, avevo già i soldi in mano per prenderlo. C’è poco da fare.

Fabio Volo mi piace.

Non in senso fisico, ovvio, anche se sempre di un bell’uomo si tratta, ma piace il suo modo di scrivere semplice, che però riesce ad essere evocativo e chiaro allo stesso tempo, a volte poetico e fragile, altre addirittura esilarante.

E questo suo ultimo romanzo non tradisce queste aspettative. L’idea è originale, almeno dall’alto della mia abissale ignoranza, anche se l’ambito di movimento dei suoi personaggi è sempre quello della ricerca della propria dimensione, della propria ragion d’essere, del proprio io e dell’amore.

L’originalità sta che tra due persone si possa stabilire un rapporto a tempo, come un contratto, per poterne cogliere soltanto tutte le bellezze, senza ansie o tormenti.

Ovviamente non vi svelerò oltre, anche se devo ammettere che alcune idee proposte, almeno inizialmente, sono perlomeno discutibiliMa che sono anche il riflesso dei rapporti d’oogi.

Mondo senza fine

Martedì 18 Dicembre 2007

follet_mondo_senza_fine.JPGPer chi si è appassionato alle vicende legate al priorato di Kingsbridge descritto nel libro “I pilastri della terra”, ecco il un secondo libro, non proprio un sequel, che riprende gli scenari del primo per raccontare una nuova affascinante storia. L’autore è uno dei più apprezzati (per me un grande!) romanzieri storici attuali, Ken Follet, uno che con la sua penna sa tenerti attaccato alle 1000 e più pagine di un libro per arrivare in fondo e dire: “Nooo…è finito!”. Beh, non posso che consigliarvi di provare a leggerli, o ad utilizzarlo come regalo per un amico appassionato lettore, certi che sarà un dono gradito. Colpirà di sicuro gli amanti dell’arte architettonica, non lascierà deluso chi vuole un po’ d’azione ed adrenalina, coinvolgerà anche chi cerca un lato romantico.
Un giudizio troppo appassionato? Leggetelo e fatemi sapere, io di certo non prendo una percentuale! ;)

7 chilometri da Gerusalemme

Mercoledì 28 Novembre 2007

7 chilometriAvete presente Gesù?

Ma sì, dai, quel falegname di Nazareth, quel cappellone figlio dei fiori che andava in giro a dire “peace and love“?

Bene, immaginate che un bel giorno vi capiti davanti e vi dica: «Ehi! Ti stavo aspettando!». Per lo meno un bello shock, no?

Sempre che voi riusciate a convincervi della veridicità di tale apparizione.

Ecco, questo è il concetto attorno a cui gira questo libro, scritto da Pino Farinotti nel 2004, e ripreso l’anno scorso dall’omonimo film tratto da questo libro.

Libro scorrevole, leggero, a tratti sul surreale, ma che lascia un che alla fine, uno spazio bianco (la zona franca che il Gesù del racconto si lascia) per riflettere, per lasciar sedimentare quanto un incontro di tale portata lascia.

Libri neri

Domenica 9 Settembre 2007

libro-nero.JPGIl sole d’agosto già ha lasciato il posto ad un’arietta fresca, in qualche caso anche alle prime sporadiche piogge. LiberAct non aspetta l’ultimo momento e vuol premunire tutti i suoi fedeli utenti (ma anche quelli sporadici e casuali, beninteso), consigliando qualche lettura per ammazzare il tempo nei prossimi pomeriggi autunno-invernali. Cosa bisogna tenere sul comodino? Direi che non bisogna arrivare al 31 dicembre senza aver sfogliato qualche pagina di almeno uno dei due libri che vado a presentare.
Il primo è “La casta”, un libro di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella (giornalista vicentino). Più che un libro un saggio sul sistema corrotto che sopravvissuto alla Prima Repubblica, spopola in questa Seconda: nepotismo, tangenti, sprechi amministrativi e tutti quei malvezzi che sono impregnati nella classe dirigente. Nessuno si stupisca, nessuno gridi allo scandalo. Direi che l’allegato ideale di questa lettura ci è fornito dallo stesso Governo, grazie al libro (nero)verde presentato questa settimana dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Padoa Schioppa. Sinossi: siamo un Paese con una Pubblica Amministrazione che spende troppo (in Europa solo la Francia più di noi) e male (solo la Grecia peggio di noi).
Il secondo libro è “Gomorra”, di Roberto Saviano. Come il primo, è un vero e proprio caso letterario, ma soprattutto è una finestra su un’agghiacciante scenario italiano quello della camorra. Un libro fatto di nomi e cognomi. Un libro che cita fatti e situazioni riportati anche dai media nazionali (spazzatura a Napoli, appalti ed infrastrutture, delinquenza…), senza che nessuno tra i più blasonati giornalisti riusca a trovare delle responsabilità oggettive. Un libro che ha regalato al giovane giornalista numerosi premi, tra i quali spicca una scorta armata ed un esilio forzato da Napoli e limitrofi. Secondo voi non vale la pena sfogliarlo?

Maus

Sabato 21 Luglio 2007

MausUn libro, se scritto bene, può far meritare al suo autore anche il premio Nobel. Un libro scritto male, invece, potrebbe diventare un bellissimo passatempo.
Un fumetto scritto male, dal suo canto, va benissimo da leggere al cesso. Sì, quando siete seduti ad espletare le vostre funzioni più umane, tra una riflessione e l’altra dovete rilassarvi. Un fumetto scritto male va alla meraviglia.

Un fumetto scritto bene, invece, è un fumetto. Solo un fumetto. Non un capolavoro, non un’opera d’arte dell’ingegno umano. E’ e sarà un banalissimo fumetto.

Se siete ancora di quest’idea, terminate qua la lettura. Non voglio tediarvi con un noioso, banale, insulso fumetto.

Se invece state continuando a leggere, vi meritate di leggere anche l’oggetto di questa recensione.

Maus, l’equivalente di “topo” in tedesco, narra con cruda poesia la Geramania di Hitler e la Seconda Guerra mondiale dal punto di vista di uno scampato ebraico ai campi di concentramento, e ciò che si può notare subito è la caratterizzazione forte dei personaggi, in quanto le etnie sono ben distinguibili perché razze animali diverse.
Non è il classico racconto didascalico, è un omaggio ad un padre, ed un tentativo diverso di raccontare in maniera umana un qualcosa che, per crudeltà, non è completamente racchiudibile in umane parole.

Per me un capolavoro. In fumetto.

On the Road

Domenica 17 Giugno 2007

Di carne sul fuoco per buttar giù il “sentito predicozzo” che di solito vi propino la domenica ce ne sarebbe. Ma la lascio cuocere ancora un poco, senza bruciarla o seccarla, servirà ad esaltarne i piccanti sapori domani o post domani… ;)

immagine.JPGOggi giù il cappello gente: “On the Road”, il romanzao di Kerouac, il testo sacro della “Beat generation”, compie 50 anni. Tutta questa riverenza è dovuta al fatto che è il primo, forse l’unico, romanzo che non ha solo descritto e ben rappresentato l’anima di un momento sociale, ma l’ha realmente ispirato e formato. L’America giovane e annoiata degli anni di Happy Days ha trovato in Dean e Sal, protagonisti del libro, la fonte d’ispirazione per indossare un paio di jeans, prendere la chitarra (o armonica) e andare a vivere sulla strada, on the road. Un caso sociologico tutt’oggi, chiave di lettura degli anni sessanta, per capire fenomeni come Woodstock, artisti come Bob Dylan, Joan Baez o James Dean (anche se morto un anno prima della pubblicazione). Doveroso omaggio e sottile invito a chi non l’ha letto di sfogliarlo per capirne di più di questa “beat generation”, dei figli dei fiori. Vi lascio una piccolissima citazione, gustosissima a mio avviso, di un dialogo tra i due protagonisti:

“Dobbiamo andare e non fermarci mai.”
“Per andare dove, amico?”
“Non lo so, ma dobbiamo andare”.

Esco. A fare due passi.

Mercoledì 23 Maggio 2007

Già, perché a volte c’è bisogno. Bisogno magari di prendersi cinque minuti, la sigaretta della buona notte e girare un po’ tra le strade mezze buie e mezze vuote, soli con i propri pensieri, e fare il punto della propria vita.
E trovarsi a trent’anni a parlare a sé stessi, di come si era, di come si sarà, e scoprire che in fondo, di tutta quella inquietudine muta, non siamo gli unici a dovercene accollare il peso.
Che tante domande, prima di noi, altri se le son fatte. E con i medesimi risultati.

Fabio Volo, poliedrico personaggio televisivo, qui fa opera di spogliazione di quelli che sono stati i suoi pensieri, condivisi dalla sua intera generazione, da post adolescente che non vuole crescere, rendendosi conto però, che oramai indietro non si torna, con quel sapore agrodolce della scoperta conosciuta.

Un libro leggero, davvero, che si legge con una facilità disarmante quasi. Ma che poi, quando lo chiudi, pensi “ah, però. Ridi e scherza, c’aveva anche ragione!”.