Il vento fa il suo giro

Il vento fa il suo giroIn questa settimana di deserto in TV, vi proponiamo un film che da 2 anni gira ininterrottamente nei Cinema d’Italia. Nonostante sia stato snobbato dalle maggiori case produttrici, dalle multi-sala delle grandi città e dai più “importanti” Festival italiani, possiamo definirlo un vero caso cinematografico.

Il regista è Giorgio Diritti (collaboratore di alcuni film di registi italiani come Pupi Avati), ha radunato un’equipe di giovani studenti universitari di cinema, e si è trasferito per un anno sulle montagne piemontesi cercando un nuovo modo di fare cinema.

E’ una storia vera e racconta di un francese, che abbandona la sua casa nei Pirenei, per l’imminente costruzione di una centrale nucleare. Fa il pastore e raggiunta una splendida vallata delle Alpi decide di stabilirsi in un minuscolo paesino popolato per lo più da anziani ed “eremiti” che sono fuggiti dalle grandi città della pianura.

L’accoglienza del villaggio è rappresentata con la paura dello straniero e chi invece vede un’opportunità di ridare vita ad un paese ormai morto e senza futuro.

Alla fine il sindaco riesce a sensibilizzare il paese e una vecchia stalla viene risistemata per poter accogliere il pastore con tutte le sue capre.

L’arrivo della nuova famiglia riempie di novità le discussioni durante le partite a briscola nel bar in piazza; la bellezza della moglie e la vitalità dei tre figli ridanno un sapore particolare alla quotidianità del paese, un sapore che gli abitanti ritrovano volentieri nel delicato formaggio prodotto dalle capre del francese.

Purtroppo non è una puntata di linea verde della domenica all’ora di pranzo, e presto i fatti vanno a complicarsi. Le gelosie tra i contadini iniziano a manifestarsi con continui richiami e minacce ogni qualvolta il gregge viene fatto pascolare nei terreni non concessi in affitto. Anche il sindaco è sollecitato a cacciare gli ultimi arrivati incolpandoli della poca igiene della casa e le denunce iniziano ad essere inoltrate.

La giovane famiglia cerca in tutti i modi di recuperare il buon rapporto delle prime settimane ma la diffidenza e l’indifferenza del paese sono ormai ad uno stato irrimediabile.

Si scatena un odio verso questi “stranieri” che con la violenza saranno costretti ad andarsene alla ricerca di una nuova casa.

In una scena il pastore dei Pirenei dice: “io cancellerei la parola tolleranza…”.

Questo particolare atteggiamento di distinguere, radicato nei nostri paesi, stona quella caratteristica d’aggregazione che proprio nei paesi più piccoli, ha portato ai tempi dei nostri nonni ad aiutarsi nel lavoro e a dividere il pane con gli altri.

Purtroppo sembra che non ci fidiamo più di nessuno e con un messaggio quasi di denuncia, questo piccolo – grande film, vuole con un colpo di vento far vibrare le nostre menti e a guardare con occhi diversi le persone che incontriamo ogni giorno, quelle di sempre e quelle nuove.

1 Commento a “Il vento fa il suo giro”

  1. DAniele Giusto ITALY scrive:

    io lho visto..e anche il protagonista..ahaha

Scrivi un commento