Archivio di Gennaio 2008

La televisione sul web

Giovedì 31 Gennaio 2008

tv.gifOrmai tutto gira sul web. Non è più come una volta, quando si propinavano i programmi alla gente, e quello era e quello doveva bastare.

Adesso la filosofia è più simile a quella del consumatore al discount: volere un’ampia scelta, alla quantità e nel momento desiderato. E la televisione, come concetto si deve ripensare.

Fortuna che, finalmente, alcune emittenti cominciano a muoversi in tal senso, uscendo un po’ dallo schema classico.

La prima, in Italia, per numero di utenti e servizie senz’altro la RAI, che almeno sul web si muove bene: prima col servizio di podcasting radiofonico (ovvero, la possibilità di scaricare in formato mp3 sul proprio computer le varie trasmissioni radiofoniche), e poi con la possibilità di rivedere in streaming molti programmi.

Cosa non attualmente sul sito di Mediaset , dove è possibile rivedere i telefilm trasmessi PAGANDO oppure soltanto qualche filmato, e così anche sul sito di La7, dove i contenuti sono focalizzati sull’informazione.

Ma grazie al cielo, ci sono anche le web TV. Come RiflettoTV, che ogni giorno propone un film diverso, insieme a tutta una serie di format propri. Ed adesso, vai di Google a cercarne ancora! :)

Darfur: il punto della situazione

Mercoledì 30 Gennaio 2008

darfur.JPGMentre l’Italia è divisa tra Berlusconi e Veltroni, ed oggi finalmente si saprà chi vince e chi griderà al complotto, e Napoli si gode il panorama, e Paolo Liguori parla d’oltreoceano, snobbando la grande commedia dell’arte il grande dramma italiano, noi, nel nostro piccolo, guardiamo anche altrove, al Darfur.

Sta partendo una missione di pace europea, e son contento molto di averne sentito parlare dai telegiornali fino allo sfinimento, invece di sentire, come invece accade di solito,  di commoventi sorie di gelatai che salvano gattini dall’acqua. Ok, quest’ultima era un po’ esagerata, ma a sentir Studio Aperto neanche tanto…

Dicevo, dunque, sulla impossibilità di apprendere notizie dalla TV. Allora ecco un po’ di link.

Sul Darfur, seguite questo blog. Per le altre guerre, perché son tante, guardate qua.

Adottatene una. Guardatela, scopritela, studiatela. E conservatene la memoria. Seguitela. Raccontatela.

Insomma, non fate gli Studio Aperto…

Il vento fa il suo giro

Martedì 29 Gennaio 2008

Il vento fa il suo giroIn questa settimana di deserto in TV, vi proponiamo un film che da 2 anni gira ininterrottamente nei Cinema d’Italia. Nonostante sia stato snobbato dalle maggiori case produttrici, dalle multi-sala delle grandi città e dai più “importanti” Festival italiani, possiamo definirlo un vero caso cinematografico.

Il regista è Giorgio Diritti (collaboratore di alcuni film di registi italiani come Pupi Avati), ha radunato un’equipe di giovani studenti universitari di cinema, e si è trasferito per un anno sulle montagne piemontesi cercando un nuovo modo di fare cinema.

E’ una storia vera e racconta di un francese, che abbandona la sua casa nei Pirenei, per l’imminente costruzione di una centrale nucleare. Fa il pastore e raggiunta una splendida vallata delle Alpi decide di stabilirsi in un minuscolo paesino popolato per lo più da anziani ed “eremiti” che sono fuggiti dalle grandi città della pianura.

L’accoglienza del villaggio è rappresentata con la paura dello straniero e chi invece vede un’opportunità di ridare vita ad un paese ormai morto e senza futuro.

Alla fine il sindaco riesce a sensibilizzare il paese e una vecchia stalla viene risistemata per poter accogliere il pastore con tutte le sue capre.

L’arrivo della nuova famiglia riempie di novità le discussioni durante le partite a briscola nel bar in piazza; la bellezza della moglie e la vitalità dei tre figli ridanno un sapore particolare alla quotidianità del paese, un sapore che gli abitanti ritrovano volentieri nel delicato formaggio prodotto dalle capre del francese.

Purtroppo non è una puntata di linea verde della domenica all’ora di pranzo, e presto i fatti vanno a complicarsi. Le gelosie tra i contadini iniziano a manifestarsi con continui richiami e minacce ogni qualvolta il gregge viene fatto pascolare nei terreni non concessi in affitto. Anche il sindaco è sollecitato a cacciare gli ultimi arrivati incolpandoli della poca igiene della casa e le denunce iniziano ad essere inoltrate.

La giovane famiglia cerca in tutti i modi di recuperare il buon rapporto delle prime settimane ma la diffidenza e l’indifferenza del paese sono ormai ad uno stato irrimediabile.

Si scatena un odio verso questi “stranieri” che con la violenza saranno costretti ad andarsene alla ricerca di una nuova casa.

In una scena il pastore dei Pirenei dice: “io cancellerei la parola tolleranza…”.

Questo particolare atteggiamento di distinguere, radicato nei nostri paesi, stona quella caratteristica d’aggregazione che proprio nei paesi più piccoli, ha portato ai tempi dei nostri nonni ad aiutarsi nel lavoro e a dividere il pane con gli altri.

Purtroppo sembra che non ci fidiamo più di nessuno e con un messaggio quasi di denuncia, questo piccolo – grande film, vuole con un colpo di vento far vibrare le nostre menti e a guardare con occhi diversi le persone che incontriamo ogni giorno, quelle di sempre e quelle nuove.

“Cos’è successo, sei caduta, lalalallalaaaaa…”

Venerdì 25 Gennaio 2008


Train de vie

Giovedì 24 Gennaio 2008

Anche se è più un cineGiovedì, ne vale davvero la pena…

train-de-vie.JPGIn un villaggio dell’ Est Europa, sta per iniziare il rastrellamento nazista e la comunità ebraica di questo piccolo paese, si raduna per decidere quale strategia adottare per fuggire alla deportazione sicura. Su indicazione di un matto, la popolazione si mette all’opera per realizzare un finto treno tedesco, con finti soldati nazisti alla guida e i vagoni pieni degli ebrei “deportati” del villaggio stesso. Con questa carnevalesca trovata cercheranno di attraversare i territori di pericolo evitando di essere bloccati e costretti a morire in un campo di concentramento. La destinazione è la Palestina, ma una serie di incontri e ostacoli renderanno questo viaggio verso la desiderata libertà, un’esperienza di conoscenza della propria storia e di come l’uomo può interferire drasticamente sulla storia di un popolo.
Train de vie narra la Shoa in modo non drammatico, apparentemente quasi comico, ma forse i termine giusto è surreale. Proprio come in un sogno, il villaggio si trova a decidere di cambiare totalmente il proprio aspetto di vita, diventare altra gente, trasformarsi come il pericolo per fuggire al suo male. Curati al massimo sono i dialoghi, frenetici, pieni di gioia, ricchi di inventiva e di calore, portano lo spettatore ad affezionarsi alla comitiva, sperando che il treno riesca alla fine a superare l’ambito confine.

Purtroppo stiamo parlando di una storia vera, e al risveglio, dal sogno è bastato un attimo per precipitare nell’incubo.

In Tv: dom, 27/1 - 18:00, La7

Il giorno in più

Mercoledì 23 Gennaio 2008

Il giorno in piùUn paio di giorni fa, andando in libreria a prendere l’ultimo di Harry Potter, mi son trovato davanti l mezzo busto di Fabio Volo. Con sotto scritto “il nuovo romanzo“. Ero insieme al mio amore, che mi ha guardato rassegnata. Ci son cascato ancora.

Eh, già, avevo già i soldi in mano per prenderlo. C’è poco da fare.

Fabio Volo mi piace.

Non in senso fisico, ovvio, anche se sempre di un bell’uomo si tratta, ma piace il suo modo di scrivere semplice, che però riesce ad essere evocativo e chiaro allo stesso tempo, a volte poetico e fragile, altre addirittura esilarante.

E questo suo ultimo romanzo non tradisce queste aspettative. L’idea è originale, almeno dall’alto della mia abissale ignoranza, anche se l’ambito di movimento dei suoi personaggi è sempre quello della ricerca della propria dimensione, della propria ragion d’essere, del proprio io e dell’amore.

L’originalità sta che tra due persone si possa stabilire un rapporto a tempo, come un contratto, per poterne cogliere soltanto tutte le bellezze, senza ansie o tormenti.

Ovviamente non vi svelerò oltre, anche se devo ammettere che alcune idee proposte, almeno inizialmente, sono perlomeno discutibiliMa che sono anche il riflesso dei rapporti d’oogi.

San Clemente da Ceppalonia

Venerdì 18 Gennaio 2008

Clemente MastellaSe ne sono sentite tante in questi giorni, sul povero (ex?)Ministro di casta grazia e ingiustizia, che vederlo lì, col suo visino smunto, m’ha fatto una tenerezza…

Dai, poverino, alla fine cosa mai ha fatto di male?

Una vita irreprensibile, fondata sui valori della famiglia. Così tanto valori, che i suoi figli sono stipendiati dal Campanile, il giornale dell’UDEUR, che prende i contributi statali. Anche noi vogliamo tanto bene alla sua famiglia, visto che contribuiamo a pagarla!

E poi dai, non si può prendersela con le mogli dei ministri! E’ un’ingistizia! Come il buon vecchio Lamberto Dini, che sua moglie doveva andare nelle patrie carceri per bancarotta fraudolenta, ma che grazie a San Clemente ha potuto godere dell’indulto! Dai, è un affronto, non si può!

Fortuna che tutti i politici seri, a parte quei teppistacci di Italia dei Valori e dei Comunist(on)i Italiani hanno applaudito le parole del ministro, quando “a prescindere” (mi piace, ’sto termine) stavano con lui…

Che profonda ingiustizia…

Ma lui, l’amore per la moglie l’ha dimostrato fino in fondo: indagato anche lui per una cazzatina lì, “Why not?”, si è prontamente dimesso da ministro, sprezzante del fatto che potevano metterlo in galera. Come, NON si è dimesso da parlamentare, e gode ancora dell’immunità? Ah, vedi la coerenza…