Archivio di Novembre 2007

13 milioni di dollari al giorno

Giovedì 22 Novembre 2007

DollaroTredici milioni di dollari. Tanti, vero? Tredici milioni di dollari, che al cambio attuale sono pari a otto milioni e settecentomila euro abbondanti.

Una cifra di tutto rispetto.

Bene, tale cifra sarebbe il totale dei danni che un americano medio arrecherebbe al giorno alle major secondo il professore di legge statunitense John Tehranian, che analizza la legge sul copyright in terra americana.

Ora, al di là delle questioni tecniche, riportate in questo articolo di Punto Informatico, che a sua volta si rifà a questo articolo in inglese, l’aspetto principale della questione è: non è che le industrie dello spettacolo stanno un tantino esagerando?

Ad essere sincero, a mio parere sì. Il bilancio non dovrebbe essere la molla dell’arte. Wikipedia docet.

Sunday bloody sunday

Mercoledì 21 Novembre 2007
Bloody sunday

Oggi, giusto ottantasette anni fa, l’Irlanda viveva una delle sue pagine più buie, la cosiddetta “Domenica di sangue“, anche se non quella cantata dagli U2, che avverrà cinquantadue anni dopo.

In buona sostanza, a Dublino, in piena guerra di indipendenza irlandese (già, perché ci fu anche una guerra, lì, appena dopo il primo conflitto mondiale), alcuni mezzi delle truppe inglesi irruppero in uno stadio dove stavano giocando del buon vecchio sano calcio gaelico e spararono sulla folla, ammazzando dodici spettatori ed un giocatore.

Poi ci si chiede perché ci sia dell’astio tra irlandesi e inglesi. Bella forza.

La questione è comunque ancora aperta, anche se, fortunatamente, l’IRA ha annunciato l’abbandono della lotta armata il 29 luglio 2005.

Ora, io mi chiedo: è mai possibile che nella vecchia Europa ancora ci siano di questi problemi? Ma che razza di Unione Europea è?

 

Non è proprio un film…

Martedì 20 Novembre 2007

paolini_sergente.JPGNon è proprio un film, forse è qualche cosa di unico, un genere inventato e che pochissimi finora sono riusciti a imitare.
Marco Paolini torna sul piccolo schermo con un memorabile monologo tratto dal Sergente nella Neve di Mario Rigoni Stern. Particolare l’ambientazione scelta, una cava dismessa nei pressi di Zovencedo, un piccolo comune ai piedi dei Colli Berici. E’ un soldato Paolini, che affronta la difficoltà di tenere un pubblico infreddolito, seduto per due ore e mezza nell’anfiteatro ricavato sulla pietra della cava. Ma oltre ai 500 presenti, il bravo attore, è riuscito a incantare oltre un milione di italiani che da tempo desideravano una TV così diversa, una televisione di qualità. Questa particolare forma d’arte nient’altro è se non il raccontare la nostra Storia attraverso le persone che l’hanno vissuta e ne hanno fatto memoria come il Sergente di Asiago. La guerra in Russia, permette a Paolini di descrivere la natura, la neve e il ghiaccio con quella fisicità che ci aveva trasmesso in Vajont. Il freddo è davvero un elemento che caratterizza l’atmosfera della scena e il pubblico visibilmente “congelato” è rapito dall’interpretazione sempre carica di immagini e parole. La fantasia di ricreare suoni come i spari dei fucili attraverso una macchina da scrivere, o il calpestio della neve durante la lunga marcia dei soldati, sono accorgimenti di un’artista che vuole abbracciare il massimo coinvolgimento del spettatore: a volte stordendo con rappresentazioni surreali e vicine alla pazzia; altre volte commuovendo raccontando la semplicità e fragilità di ogni persona; altre volte ancora, perfino in una situazione così disperata come la guerra, riesce a scovare situazioni comiche dei personaggi che aiutano a scaldare l’aria della cava aiutando l’ascolto e facendo dimenticare, per un attimo, il freddo della Russia.

Domenica senza pallone

Lunedì 19 Novembre 2007

ball.JPGAmanti o meno del giuoco del pallone, volgarmente calcio, sicuramente non son in astinenza rispetto alle ultime vicende che hanno segnato la massima serie calcistica, le tifoserie in primis. Di certo avrete già assistito a decine di commenti, dozzine di riflessioni e altre innumerevoli proposte di soluzione. E la moviola in campo, e i biglietti nominativi con foto e corrente postale - ;) -, maggiore protezione per il tifo normale, ma fuori i polizziotti dagli stadi, palloni con sensori (e persone più sensibili?)… Vedere una trasmissione sportiva in Italia significa: 90% seria A, 2% serie B, 2% Ferrari, 2% Valentino Rossi, 1% altri sport. Non sapevo come pormi di fronte alla questione fino a ieri, anche se anch’io mi pongo dalla parte di chi dice che urge un cambiamento, ma non sa quale e come. Non sapevo come sbrogliare la matassa, dicevo, fino a quando non mi è capitato di leggere questo articolo. Si possono accusare i troppi soldi ed interessi legati in modo spropositato a questo mondo, si possono accusare gli errori de sistema (non solo arbitrale), che accendo gli animi degli spettatori (tifosi?), ma nulla può scusare la mancanza di educazione e civiltà che niente ha a che vedere col mondo sportivo. Alla fine sono stato contento di passare una domenica senza calcio (fasulla, perchè ha giocato la Nazionale e la serie A era ferma, e la B e la C hanno pochissimo spazio televisivo!!!), e poco mi mancherebbe se il campionato si fermasse qui…anche perchè significherebbe Inter prima in classifica (ahah, ndr.) :)

(s)Fortune

Venerdì 16 Novembre 2007


Vista e Firofox. Esperienze d’uso.

Giovedì 15 Novembre 2007

Esperienza

Oramai è una questione di marketing. Il cliente, l’utente deve essere soddisfatti dall’uso dei prodotti che usa. L’esperienza deve essere gratificante e piacevole. Deve soddisfare.E’ la logica del mercato.

Logica alla quale Microsoft per prima si ispira, ma che non lascia indenni le neanche le società che hanno fatto dell’open source e del free la loro bandiera, come ad esempio Mozilla. Vi sottopongo allora due situazioni diametralmente opposte: un’esperienza negativa circa l’uso del Vista (e potete trovarla qui), e l’altra invece racconta lo sforzo di mozilla di rendere più piacevole la navigazione degli utenti con i suoi prodotti lasciando la porta aperta agli sviluppatori.

In buona sostanza, Mozilla concede agli sviluppatori sia professionali che amatori, la possibilità di implementare codice nei propri programmi attraverso le cosiddette estensioni, aprendo così le porte alle collaborazioni più disparate e con i risultati grandiosi. Tanto per fare un esempio, il mio Firefox conta qualcosa come una ventina d’estensioni. Sia chiaro, è perché così piace a me, non sono tutte essenziali… :)

Alcune estensioni addirittura sono state create da Google, od ospitate tra i suoi server grazie al servizio di Google Code.

E voi, che esperienza d’uso dei vostri programmi avete?

Darfur - Appunti di viaggio

Mercoledì 14 Novembre 2007
darfur.JPGDico la verità, ne ho le palle piene. Piene di tutte ’ste cazzate dei tifosi, piene del Governo che promette giri di vite e poi fa giri di parole, di tutto sto parlare di debiti pubblici, di Paese allo scatafascio et amen e così sia.
Ne ho piene le palle di Bush che Kyoto non s’ha da firmare ne oggi ne mai, con i suoi bravi bravi (passatemi il gioco, ma così si chiamano) a starnazzar in giro la sua democrazia, il suo petrolio e la sua ignoranza.
Ne ho piene le palle di grilli sparlanti che vanno a fare le pulci sulle cazzate.
Porca miseria. I problemi immediati sono altri. Abbiamo sbagliato mira. Non è informazione questa. La prima pagina non andrebbe mai al Partito Democratico. O a Mastella. No. Neanche all’Iraq, perché tanto è solo una conta di morti messa in preventivo (che prima o poi qualcuno pagherà, comunque).
NO!
C’è gente che muore. Da anni. E non per la fame, che già quello è una vergogna che dovrebbe toccare tutti noi. Per guerre dimenticate, perché non fanno share.
Lo sapevate? L’ONU si starebbe anche muovendo. S’era fatta una conferenza di pace il mese scorso che poi è fallita? I motivi? Li sapete?
E no che li sapete, i motivi. Non ne parlano.
Basta. Mi son sfogato. Adesso potete tornare a vedere la DeFilippi.
Buona giornata.