
Lo sviluppo passa anche per la tecnologia ed il
digital divide. Proprio per cercare di colmare questo gap tecnologico presente tra nord e sud del mondo, è nato il progetto “One Laptop for Children”, che si prefigge lo scopo di fornire portatili a basso costo ai bambini/ragazzi fino ai 15 anni abitanti nei Paesi in via di sviluppo, facendoli pagare ai governi o a benefattori o sponsor al modico prezzo di $ 200.
Bell’idea, soprattutto perché NON monta su nessun tipo di Microsoft Windows, ma soltanto programmi open source, così si educa anche alla libertà di programmazione e di espressione e di controllo.
Solo che…
Non lo so, ma mi sembra un po’ prematuro cercare di colmare il digital divide in posti dove non c’è acqua potabile, medicine a basso costo e a larga diffusione. Sì, insomma, se io abito nel Darfur, tanto per citare un posto a caso, mi interessa relativamente poter vantare un bel laptop con tanto di connessione wi-fi…
D’altro canto, è vero che l’”uomo bianco” è troppo avanti in molti campi, e quasi mai per sua capacità superiore, ma soltanto per una serie di concatenazioni storiche a lui favorevoli.
Pertanto in determinati Paesi, come ad esempio l’Uruguay, che ha entusiasticamente aderito al progetto, una cosa del genere ha già più senso.
Ma i però e i ma mi restano ancora lì…