Archivio di Ottobre 2007

Portatili a basso prezzo

Giovedì 18 Ottobre 2007
olpc_01.jpgLo sviluppo passa anche per la tecnologia ed il digital divide. Proprio per cercare di colmare questo gap tecnologico presente tra nord e sud del mondo, è nato il progetto “One Laptop for Children”, che si prefigge lo scopo di fornire portatili a basso costo ai bambini/ragazzi fino ai 15 anni abitanti nei Paesi in via di sviluppo, facendoli pagare ai governi o a benefattori o sponsor al modico prezzo di $ 200.
Bell’idea, soprattutto perché NON monta su nessun tipo di Microsoft Windows, ma soltanto programmi open source, così si educa anche alla libertà di programmazione e di espressione e di controllo.
Solo che…
Non lo so, ma mi sembra un po’ prematuro cercare di colmare il digital divide in posti dove non c’è acqua potabile, medicine a basso costo e a larga diffusione. Sì, insomma, se io abito nel Darfur, tanto per citare un posto a caso, mi interessa relativamente poter vantare un bel laptop con tanto di connessione wi-fi…
D’altro canto, è vero che l’”uomo bianco” è troppo avanti in molti campi, e quasi mai per sua capacità superiore, ma soltanto per una serie di concatenazioni storiche a lui favorevoli.
Pertanto in determinati Paesi, come ad esempio l’Uruguay, che ha entusiasticamente aderito al progetto, una cosa del genere ha già più senso.
Ma i però e i ma mi restano ancora lì…

Ecosistema Urbano 2008: Clima in città

Mercoledì 17 Ottobre 2007

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E come ogni anno, è uscito il rapporto di Legambiente circa lo stato di salute delle nostre città. Se da un lato, parlando da veneto, sono orgoglioso del fatto che la piazza d’onore sia spettata a Belluno, dall’altra non posso fare a meno di rammaricarmi della pessima posizione di Vicenza.
Anzi, tutto sommato, la fotografia delle nostre città non è delle più attraenti: siamo ancora ben distanti dall’essere eco-efficienti, sprechiamo troppo e non utilizziamo la raccolta differenziata.
Peccato, perché il livello di benessere si conta anche su questo. E’ inutile lamentarsi dello smog se si usa sempre l’auto, anche per fare cinquecento metri.
Se volete leggere il rapporto nella sua interezza, cliccate l’immagine

centochiodi

Martedì 16 Ottobre 2007

100chiodi.JPGStufo della sua vita, un giovane Filosofo delle Religioni docente presso un’università italiana, abbandona il lavoro inchiodando al pavimento della biblioteca, antichi libri e manoscritti. Con questo gesto estremo inizia per il “professorino”, una liberazione da tutto il superfluo che lo circonda: arrivato con la sua auto sportiva ai margini del fiume Po, lancia da un ponte chiavi, giacca e portafoglio. La fase di trasformazione si realizza nella scelta di un rudere come nuova abitazione. Con l’aiuto dei simpatici abitanti delle sponde del fiume lo ristruttura e come un eremita inizia una vita a stretto contatto con la natura e…l’uomo. Tutto sembra rinnovato nella vita del “professorino”, ma le ricerche di chi ha inchiodato i libri continuano e si concretizzano con lo sgombero del popolo dalle baracche lungo il fiume, dove viene scoperto e arrestato. Questo S. Francesco del Po, rappresenta un interessantissimo uomo moderno, stufo della società in cui vive che non si rende conto di ciò che è veramente importante nella realtà di ogni giorno. Olmi, tornato tra “la sua gente”, si destreggia alla grande nel rendere la normalità delle persone, semplici, quelle di paese, un ingrediente di umorismo e tenerezza che rende il film fragrante di umanità. La scelta di rappresentare spesso con immagini e dialoghi la storia di Gesù, è la manifestazione della profonda spiritualità del regista e del suo voler testimoniare al pubblico l’importanza della Fede in questo tempo buio e di facile smarrimento. Sintesi di questa espressione è la scelta di chiudere il Film con un bambino, che vede per ultimo il Prof. Gesù allontanarsi sorridendo con un vestito nuovo, e correre con la sua bicicletta per raccontarlo alla gente in paese che in attesa di qualcuno si sta preparando a festeggiare…

Prima di sparlare pensa…

Domenica 14 Ottobre 2007

miccike.JPGIntitolare l’aereoporto di Palermo a due illustri cittadini italiani come Falcone e Borsellino sarebbe “un fatto triste”. Se qualche passeggero non ricordasse che la Sicilia è desolatamente legata al fenomeno mafia, non si dovrebbe evitare di ricordarglielo: “che immagine negativa trasmettiamo subito col nome dell’aeroporto”! Queste le azzeccatissime parole dell’on. Miccichè (con la “o” volutamente piccola). Evidentemente legare un’infrastruttura statale al nome di due figure che sarebbero da additare ad esempio alle nuove generazioni (e non solo!) è una cosa che “non s’ha da fare“! Non commento nemmeno le parole di quest’uomo, che tra l’altro parla attualmente da presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana (mica consigliere di una frazione di Palermo…), le lascio commentare direttamente ad un ispirato vignettista parlemitano qua.

Bollenti raffreddori

Venerdì 12 Ottobre 2007

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Non me ne abbiano i lettori per il ritardo, la febbre fino a ieri c’è stata veramente!

Cellulari e solitudine

Mercoledì 10 Ottobre 2007
CellulareGuardando la televisione la mattina, e capita raramente, mi è capitato di imbattermi in tutte quelle pubblicità sui contenuti interattivi per cellulari, quali oroscopi, suonerie, et similia. Ma la cosa che mi ha colpito maggiormente è la massiccia presenza di quei servizi che propongono di farti trovare l’amore solo inviando il tuo nome ad uno dei tanti numeri che cominciano per “48″.
Non c’è che dire. Io lo so che sono tutte cavolate che servono a spillare soldi (tanti, viste le tariffe), eppure, due cose mi fanno trasalire: la prima è che, se ce ne sono così tanti di servizi, ergo, tanti soldi soldi si prendono. Lascio a voi il giudizio sulla moralità di questo mercimonio. Io affermo solo che è crudele fare leva sull’ingenuità dei più piccoli.
Di riflesso, e qui siamo al secondo punto, se ci sono tanti servizi è perché tanta gente li usa. Ed allora dico: possibile che per trovare l’amore bisogna ricorrere a questi mezzucci? O forse che non sappiamo più cos’è l’amore, e vogliamo solo surrogati e sicurezze di poter smettere quando vogliamo?
Boh, tutta ’sta cosa del cellulare che azzera le distanze per restare un po’ più soli non è che mi torni tantissimo…

Cardiofitness

Martedì 9 Ottobre 2007

cardiofitness.JPGApprofittando dei nuovi appuntamenti con il “Buio in Sala”, proposti dal Sinodo dei Giovani della Diocesi di Vicenza, per chi si ha perso il primo film Cardiofitness proveremo a riproporgli qualche sensazione e frammento di pellicola.
E’ un film italiano e giustamente essendo un film italiano, è ambientato nel Sud Italia. I protagonisti sono un ragazzo di 14 anni e una ragazza di 27.Frequentando la stessa palestra (fitness) si innamorano perdutamente (cardio), e anche se l’amore non ha età, per loro inizia un periodo difficile. Ovviamente i primi avvoltoi ad approfittarne della situazione sono gli amici, che trasmettendo un misto tra invidia, sostegno e affetto, cercano in tutti i modi a convincerli che stanno facendo una pazzia e allo stesso tempo di andare a letto insieme. Questa situazione di età molto diverse, con l’obiettivo unico del tutto e subito e dimenticare al più presto la cotta presa, non è di grandissimo aiuto per i due innamorati che iniziano a prendere delle decisioni solo ascoltando il cuore e vivendo, spesso con molta sofferenza, gli ostacoli che man mano gli si presentano davanti.Condito da una piacevole colonna sonora, il film anche sull’onda dei più sfacciati 3 m sopra il cielo, Scrivilo sui muri, Notte prima degli esami (…e mi fermo perché la produzione è industriale), Cardiofitness riesce a distinguersi per la simpatia dei personaggi e il ritmo della sceneggiatura. Non avendo nessuna ambizione nel descrivere gli adolescenti di oggi o la crisi dei trentenni e altri fenomeni sociali, il film presenta i suoi punti di forza proprio nella leggerezza del racconto, e nel descrivere fin dall’inizio un amore impossibile, che visto attraverso gli occhi e il cuore dei due ragazzi innamorati diventa estremamente reale.