Il Sergente
Martedì 30 Ottobre 2007
CineMartedì si sposta dal mondo della pellicola per dare una sbirciatina al mondo del teatro. Questa sera c’è un grande appuntamento in TV, un narratore d’eccezione racconterà in diretta un “suo” Sergente, da quel “nostro” Il sergente nella neve scritto da Mario Rigoni Stern. Moltissimi i motivi per non perdere questo appuntamento. Primo, raro è poter assistere ad un teatro grazie ad un tubo catodico (o uno schermo al plasma per i più “tecnologizzati”). Secondo, la trama si sviluppa attorno ad un pezzo di storia tanto sofferta qunto importante per il nostro Paese. Terzo, l’abilità di Marco Paolini di catalizzare l’attenzione su “storie” di ieri con il tono di chi racconta una favola con l’intento di toccare la consapevolezza altrui sulla realtà attuale è unica.
Quindi l’appuntamento è per stasera alle 21.30 su La7. Scusate lo scarso preavviso, speriamo sia una lieta sorpresa dell’ultimo minuto!



La Sottile Linea Rossa, ovvero il fragilissimo confine che separa l’uomo dalla pazzia. E’ questo forse il significato che T.Malick attribuisce alla guerra, condannandola con un film bello e importante. Il regista ha una storia particolare che meriterebbe proprio film da quanto è misteriosa e particolare: Filosofo e figlio di petrolieri è un regista fantasma; raramente si vedono pubblicate sue foto e quasi mai rilascia interviste al pubblico; 4 film in tutta la sua carriera (di media uno ogni 10 anni). La natura è protagonista in questo film di uomini contro. Partendo dal mare fino alla montagna, è questa la missione di un battaglione di soldati americani durante la Seconda Guerra Mondiale, che a Guadalcanal devono conquistare l’isola in mano ai Giapponesi. Non centrano i buoni e i cattivi, la storia, le tattiche politiche o la tecnologia delle armi, in questa guerra centrano solo gli uomini e la natura. Impressionate è la sequenza dell’assalto alla collina, un “mare” di erba altissima dove il vento crea un effetto di onde, i soldati sembrano incantati da questo fenomeno e tutto aiuta a percepire il pericolo, ciò che fa paura come la morte. E’ molto profondo come film e risulta lento e noioso se anche lo spettatore non sceglie di entrare in guerra a fianco dei soldati che sentono le pallottole sfiorargli l’elmetto. Le continue incursioni della foresta, dell’acqua e degli animali che compongono il terreno di battaglia, fanno percepire la distinzione da ciò che salva e ciò che uccide, da ciò che crea e ciò che annienta. La quantità di attori è notevole ed è strabiliante vedere come il regista, è riuscito a parlare della vita di ognuno estraendone un significato e una caratteristica, che lega quella piccola vita all’intera storia del film, come una catena che ad ogni soldato caduto si spezza.
