Archivio di Giugno 2007

E’ tempo d’azione

Sabato 30 Giugno 2007

Italian Blogs for DarfurCome promesso, torniamo a parlare di qualcosa che sta veramente a cuore alla redazione di LiberAct, ovvero la questione del Darfur, come già anticipato qualche giorno fa.
Ed oggi, nello specifico, vorremo rendervi partecipi delle iniziative che in rete sono nate a supporto di questa situazione di assoluta emergenza.

  1. Il blog sul Darfur, dove potrete informarvi circa quello che succede, e i relativi (pochi) passi avanti.
  2. Italian blogs for Darfur, l’associazione dei blog italiani per il Darfur, associazione alla quale aderisce anche LiberAct. Nel suo sito c’è anche la petizione da firmare affinché le reti nazionali televisive inizino a dare maggior spazio alla vicenda.
  3. L’Unicef per il Darfur, ed anche qui un bel po’ di notizie.

Ora, la palla a voi. E’ vero, da soli non si fa niente, ma anche una mosca sa essere fastidiosa.

Festeggiamenti…

Venerdì 29 Giugno 2007


Ubuntu: il pinguino umano.

Giovedì 28 Giugno 2007

Ubuntu!Quasi certamente molti di voi conosceranno, almeno per sentito dire (se non altro da me), il fantastico mondo di linux, e delle sue fvarie distribuzioni.
Una, in particolare, vorrei segnalarvela: si tratta di Ubuntu, facile ed intuitivo sistema operativo, con un sistema grafico basato su finestre e, pertanto, simile a windows (dai, ci riesce anche mia madre. e non è uno scherzo!).

Comunque, tralasciando il fatto che potete trovare qua il sito ufficiale da dove scaricare la sua ultima versione (consiglio vivamente la 7.04, visto che la 7.10 è ancora altamente instabile, in quanto in lavorazione), volevo listare un paio di siti utili se vi doveste trovare in difficoltà.

  • Flynux. Scoperto da pochissimo, ma è stato l’unico che mi ha spiegato passo passo come connettere il mio nokia N70 al computer. Senza Nokia PC Suite, ovviamente. Un genio.
  • cisO.Ubuntu. Altro sito interessante, con molti trucchetti per rendere più confortevole il proprio desktop.
  • Il forum ufficiale di Ubuntu. La bibbia (intesa come raccolta di scritti!), la risorsa finale. Solo che è immenso.
  • Ah, visto che si può utilizzare live, ossia lo potete usare senza doverlo installare, magari masterizzatelo e provatelo. Che non si sa mai. :)

    Darfur: silenzio assenso

    Mercoledì 27 Giugno 2007

    darfur.JPGCi sono notizie che per i media nazionali non sono degne di occupare spazi tv nei nostri palinsesti, che non possono consumare inchiostro sui nostri quotidiani. Il Darfur è una regione che si trova lungo il confine Ovest del sudan, dove da 4 anni 6 milioni di africani, popolazione nera, vive sotto la costante minaccia di una pulizia etnica da parte di milizie arabe, i Janjaweed, che con il tacito appoggio del governo sudanese ha già mietuto quasi 500.000 vittime dal 2003. L’ONU, in un suo rapporto risalente il 2005 conferma e sancisce che in Sudan vengono perpetrati crimini contro l’umanità, ma le missioni previste, come l’invio delle forze di pace, i caschi blu, hanno sempre incontrato l’opposizione del governo locale. Ma dall’altra parte rimane l’interrogativo: la comunità internazionale, di fronte ad una moderna ed evidente fonte di nazionalismo estremista (a qualcuno non ha ricordato uno scenario avvenuto tipo nella Germania degli anni trenta?), ha recentemente ammesso il fatto di “non essere mai stata all’altezza”, parole di Condoleeza Rice. Sembra quasi dire che non si è mai interessata, visto che è stata armata dalle industrie occidentali fino al 2004 e non ha previsto un intervento di forze coordinato prima del 2006. Tutt’ora stenta ad elaborare una soluzione degna di tale nome… Non penso assolutamente che sia facile. Sarebbe apprezzabile, però che fosse mostrata la stessa risoluzione con cui sono stati decisi gli interventi in medioriente (Libia, Iraq, Afghanistan per citare esempi rlativamente recenti e sicuramente più noti). Qualcosa dev’essere fatto, anche smuovendo l’opinione pubblica attraverso i media.
    Non concluderò il pezzo con un punto, la questione resta aperta per liberAct

    The assasination

    Martedì 26 Giugno 2007

    assasination.JPGFate attenzione alla programmazione, della nostra pazza TV in questa settimana, perché ci sono molti film che dovete registrare! Ma tanto per variare questo (cine)martedì voglio proporvi un film della settimana scorsa…ha ha… (dai è che me lo sono guardato oggi in treno e siccome Mauro vuole una recensione…eccola qua!)
    The assassination, è ambientato a metà degli anni 70′ un quarantenne in serie difficoltà, vive in una tensione continua ogni situazione della giornata. La sua crisi, dovuta anche a problemi economici, è alimentata dal non accettare le imposizioni e gli ordini ricevuti quotidianamente al lavoro, con la conseguenza di un continuo nomadismo tra un lavoro e l’altro. Anche l’essere separato dalla moglie e dai figli, spezzano dentro di lui le sicurezze, portandolo ad una fragilità che spesso si manifesta anche nelle persone più vicine, come l’amico meccanico con cui vorrebbe mettersi in società. Questo difficile personaggio, è stato affidato all’ottima interpretazione di Sean Penn che crea una certa tensione nel film, grazie alle sue continue diverse espressioni che comunicano un crescere di pazzia e odio nel protagonista. Alcune recensioni l’hanno superficialmente scaricato come un tentativo di riproporre, quel fortunato genere lanciato proprio negli anni 70′ da Scorsese con Taxi driver, ma secondo me c’è una ricerca più attuale sia nel protagonista che nell’ambientazione lavorativa del film. Molte provocazioni emergono nella prima parte del film in cui, c’è un riferimento indiretto alla politica di oggi (soprattutto quella americana) nel saper rivendere le promesse (terminare una guerra per esempio), anche diverse volte nell’arco di molti anni. Un’abilità spesso mischiata al potere che porterà a formare una miscela di pensieri pericolosi, nella testa di questo uomo disperato, portandolo purtroppo ad un gesto estremo.

    Fine del mondo: scienza e fede

    Lunedì 25 Giugno 2007

    newton-endofworld.JPGRecentemente è stata rinvenuto un manoscritto steso da Isaac Newton, il celebre fisico che ha lasciato in eredità all’umanità scoperte scientifiche quali l’intuizione sulla gravità (e la sua legge!) o lo studio sul calcolo degli infinitesimali, nel quale dichiarò che la fine del mondo sarebbe sopraggiunta nel 2060. Questo count down Newton non lo fece grazie a studi sul clima o sull’inquinamento (quasi inesistente nel Settecento) ma a ricerche e analisi svolte a partire dalla Bibbia. In primis voglio dire che qualche tempo fa ci avrei riso sopra, non perchè ritenessi il celebre fisico uno stolto, lungi da me, in quanto fortunatamente anche il mondo credente oggi riconosce l’ingenuità del fondare lavori scientifici su passaggi biblici presi alla lettera. Ma oggi non rido più di tanto, in quanto gli scenari descritti dagli specialisti sulle condizioni di vita sulla terra nel prossimo futuro, se non vi sarà un’inversione di tendenza in alcuni abitudini umane, non prevedono che sarà tutto rose e fiori… In secondo luogo mi piaceva riportare l’esempio di Newton come un caso in cui la contrapposizione tra scienza e la religione, spinosa e secolare non ancora esauritasi, sono riusciti a convivere senza ostacolarsi, anzi, portando frutto in entrambi gli ambiti. Che ci sia bisogno di maggior apertura e fiducia nelle rispettive posizioni anche oggi?

    MiKa caldo…

    Domenica 24 Giugno 2007

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