Esco. A fare due passi.
Mercoledì 23 Maggio 2007
Già, perché a volte c’è bisogno. Bisogno magari di prendersi cinque minuti, la sigaretta della buona notte e girare un po’ tra le strade mezze buie e mezze vuote, soli con i propri pensieri, e fare il punto della propria vita.
E trovarsi a trent’anni a parlare a sé stessi, di come si era, di come si sarà, e scoprire che in fondo, di tutta quella inquietudine muta, non siamo gli unici a dovercene accollare il peso.
Che tante domande, prima di noi, altri se le son fatte. E con i medesimi risultati.
Fabio Volo, poliedrico personaggio televisivo, qui fa opera di spogliazione di quelli che sono stati i suoi pensieri, condivisi dalla sua intera generazione, da post adolescente che non vuole crescere, rendendosi conto però, che oramai indietro non si torna, con quel sapore agrodolce della scoperta conosciuta.
Un libro leggero, davvero, che si legge con una facilità disarmante quasi. Ma che poi, quando lo chiudi, pensi “ah, però. Ridi e scherza, c’aveva anche ragione!”.

Bel lunedì mattina vero? Un lunedì di quelli da mal di testa, che non te ne frega un ciuffolo di ciò che ti accade attorno. Ma non preoccuparti, i telegiornali e i giornali ti preserveranno l’umore, dando ampio risalto al fatto che
E già, ormai sono ben cinque-dico-cinque anni che questo tenero animaluccio ha fatto la sua prima comparsa sulla ribalta della rete. Sto parlando, ovviamente, del famoso programma P2P (peer to peer) 