Non scrivetelo sui muri…
Mercoledì 30 Maggio 2007Non sappiamo più se siamo cadute nel tarocco, o se dobbiamo lodare quest’ultima iniziativa. Certo è che uno dei più importanti monumenti storici italiani di cui ci occupiamo da un po’, i lucchetti sul ponte Milvio, continuano ad attirare l’attenzione dei grandi media, e liberAct non è da meno. I nostri esperti, però, sull’ultima evoluzione della vicenda non sanno se dare un giudizio pari ad una lodevole opera di artigianato geniale o ad una mera contraffazione asiatica di prodotto di successo già visti. Infatti il web da un po’ di tempo ospita lucchettiamo.it, una sorta di neo you tube dell’amore nostrano, che vuol sostituire il già moderno pegno del lucchetto di metallo con uno ancor più nuovo: una videodichiarazione d’amore. Questo il più recente episodio della saga lucchetti & lampioni, sicuri che non sarà l’ultimo. Ma liberAct continuerà a seguire il fenomeno per voi, non dubitate!

Nonostante questo film abbia più di 20 anni, riesce ancora oggi a stupire nel modo in cui descrive il popolo degli Amish, comunità cristiana di origine tedesca che vive di agricoltura rifiutando il progresso tecnologico e conservando ancora gli usi e i costumi del XVIII secolo. Una madre con suo figlio, abitanti di questo villaggio di “altri tempi”, alla stazione dei treni di una grossa cittadina americana si imbattono in un omicidio dove il bambino è l’unico testimone. L’ispettore John Book (Ford), si mette alla ricerca dell’assassino e scoprendo il coinvolgimento di altri poliziotti, viene ferito dai suoi stessi colleghi che lo costringono a scappare all’interno della comunità dove il bambino e sua madre vivono. Anche la vita del testimone è in pericolo e l’ispettore scegliendo di essere il suo protettore, scoprirà un po’ alla volta i segreti della vita all’interno della comunità , costruendo un legame con questo strano mondo che con fatica riuscirà poi a sciogliere. Il film oltre ad avere una bellissima ambientazione, coinvolge anche per la storia, il ritmo e la tensione, mantenuti ad alti livelli fino alla fine. Ovviamente l’elemento che cattura l’attenzione, è questo passaggio del protagonista da una vita normale ad una vita del passato, fatta di lavoro dei campi, famiglia, fede. Questi sono tutti elementi che i nostri nonni, forse ci raccontavano, della loro infanzia e che oggi è impensabile trovare in qualche parte dei nostri paesi sviluppati. La fotografia, ispirata alla pittura fiamminga, crea un coinvolgimento nei quotidiani lavori degli abitanti della comunità , un inserirsi nella loro vita che spesso sembra magica.
Non so come la pensiate voi, ma io penso che la politica sia una cosa terribilmente seria, così seria che se devo demandare qualcuno ad amministrare le cose pubbliche in mio nome, devo potermi fidare, mi deve rappresentare.
Dopo due mesi quasi esatti, torniamo a parlare di 